Formazione: Educare liberi da stereotipi

Il corso di formazione “Educare alla parità. Proposte didattiche per orientare in ottica di genere” è strutturato in quattro giornate di formazione di tre ore l’una. Il corso costituisce un’occasione di formazione e di sensibilizzazione utile ad approfondire i temi relativi alla costruzione dell’identità di genere femminile e maschile. Nei vari incontri saranno analizzate e decodificate alcune pratiche sessiste che ancora oggi vengono reiterate in maniera acritica da varie agenzie di formazione e socializzazione: la famiglia, la scuola, i mass media.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI DI FORMAZIONE

Primo incontro. Stereotipi, pregiudizi, discriminazioni: come nasce la differenza

Durante il primo incontro saranno chiarire preliminarmente le nozioni di sesso, genere, differenze sessuali, differenze di genere, stereotipo, pregiudizio, discriminazione, sessismo. L’obiettivo è quello di fornire ai/alle partecipanti un vocabolario comune che espliciti al tempo stesso l’ottica (pedagogico-educativa) con cui si intende affrontare il tema delle pari opportunità: le differenze tra uomini e donne – che si configurano tradizionalmente in termini di disparità di un sesso sull’altro – non sono un dato biologico, innato, ma sono il frutto di un condizionamento socio-culturale messo in atto da varie agenzie di socializzazione e di educazione (la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari, i mass media).

Secondo incontro. Principi azzurri e Belle addormentate: stereotipi di genere nei libri di testo e nella letteratura per l’infanzia

Esiste un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati e padri severi ma anche da madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse. Questo universo fantastico è quello con cui si interfacciano quotidianamente i bambini e le bambine che frequentano le elementari, quando leggono le storie raccolte nei loro libri di lettura. All'inizio del Duemila la scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità rigidi e anacronistici. Durante l’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca realizzata su un campione di libri di lettura della scuola elementare, che testimoniano l'urgenza di liberare le nuove generazioni da un immaginario di Principi Azzurri e Belle addormentate nel bosco. Si sposterà quindi l’attenzione sulla letteratura per l’infanzia andando ad analizzare alcuni casi editoriali “virtuosi” che testimoniano una volontà di rinnovamento delle rappresentazioni di genere nei libri per bambini.

Terzo incontro. “Il ministro è diventata mamma”: il sessismo nella lingua italiana

Nel terzo incontro si focalizzerà l’attenzione sul tema del sessismo linguistico. Si farà in particolare riferimento ai lavori della linguista Alma Sabatini che nella seconda metà degli anni ’80 ha inaugurato un nuovo filone di studi in Italia con il volume Il sessismo nella lingua italiana. L’assunto da cui si parte è che il linguaggio non è un semplice strumento di comunicazione ma è soprattutto uno strumento di percezione e di classificazione della realtà che condiziona il pensiero stesso dei parlanti. Uno dei condizionamenti più forti perpetrati attraverso la lingua è quello di genere. La lingua italiana è basata su un principio androcentrico: l’uomo è il parametro attorno a cui ruota e si organizza l’intero universo linguistico. Il sessismo linguistico trova oggi canali di diffusione potenti nei mass media (giornali, tv). Occorre quindi imparare a decostruire gli stereotipi di genere che passano attraverso la lingua e, al tempo stesso, utilizzare modalità comunicative nuove, rispettose delle identità di genere e non discriminanti nei confronti di alcun gruppo sociale.

Quarto incontro. Dentro la scatola magica: stereotipi di genere nella programmazione televisiva per l’infanzia

I mass media si affermano oggi come una potente agenzia di socializzazione per le nuove generazioni in grado di creare e diffondere su larga scala una definizione e una rappresentazione della realtà che si affianca a quella proposta dalla famiglia e dalla scuola. I bambini e le bambine hanno ormai a diposizione “due mondi” da cui attingere per elaborare e costruire la propria immagine personale e sociale: il mondo dell’esperienza diretta, con cui si interfacciano personalmente nel contesto di vita reale e nei rapporti faccia a faccia, e il mondo mediale che offre conoscenze indirette, filtrate e organizzate a priori dai media. L’incontro sarà dedicato ad analizzare il rapporto tra mass media e socializzazione ai ruoli di genere, andando ad esaminare i modelli di femminilità e mascolinità veicolati dal mezzo televisivo, con particolare riferimento alla programmazione televisiva destinata all’audience infantile.

 

MODALITÀ DIDATTICHE DEL CORSO

Attività specifiche e modalità di svolgimento:

Le lezioni saranno organizzate in modo tale da stimolare un apprendimento attivo, partecipato e collaborativo da parte dei/delle partecipanti. Saranno privilegiati i lavori di gruppo e si farà inoltre uso di una pluralità di strumenti didattici, volti all'assunzione critica e consapevole degli argomenti. Attraverso i lavori di gruppo i/le partecipanti saranno stimolati a far emergere gli stereotipi sul maschile e sul femminile che loro stessi hanno interiorizzato e di cui magari non sono pienamente consapevoli.

Strumentazione tecnica necessaria: 

Computer, videoproiettore, connessione internet, microfono.